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Case Study

Il valore aggiunto di una rete diffusa

Il trattamento ha coperto l'intera parete fogliare? Dove ha piovuto questa notte? Tra due giorni è prevista pioggia: quando e dove intervengo?

LoraWine Team
15 giugno 2026
Il valore aggiunto di una rete diffusa
Il valore aggiunto di una rete diffusa — LoraWine Insights

Ricerca sul campo · Langhe, Monferrato, Colline Torinesi

Una stazione meteo non basta

Domande semplici e comuni ma che per rispondervi è richiesta una conoscenza dettagliata, è necessario infatti conoscere ogni zona e caratteristica del vigneto. Non un punto rappresentativo. Non i dati della stazione meteo più vicina. I dati del vigneto, lungo i filari, dentro la chioma. Tutto ciò non è semplice, posizionare una rete di sensori diffusa in un contesto viticolo reale è tecnicamente difficile, ma gli enormi passi avanti compiuti ormai permettono questo e molto altro.

Una stazione meteo misura quello che succede in un punto, ma la complessità naturale presente in un vigneto non può essere condensata ad singolo un punto. La variabilità meso-climatica e micro-climatica interna a un vigneto è largamente documentata dalla letteratura scientifica. Studi condotti su vigneti di Nebbiolo mostrano come esposizione, altimetria e vigoria della vegetazione determinino differenze significative nella temperatura dell'aria, nell’umidità della chioma e nella radiazione solare, anche all'interno dello stesso appezzamento. Le caratteristiche micro-climatiche, come evidenziato da ricerche in viticoltura di precisione, possono differire persino lungo uno stesso filare.

METER Group, fornitore di strumentazione per la ricerca agronomica, è esplicito sul punto: tra le condizioni meteorologiche rilevate in un punto specifico del vigneto e quelle fornite da stazioni situate anche solo a qualche centinaio di metri di distanza esistono variazioni sostanziali variazioni che impattano direttamente sull'affidabilità delle decisioni di gestione delle colture, dei parassiti e dell'irrigazione.

Una stazione singola restituisce una media. Una media che ignora la variabilità circostante e che non cattura le condizioni estreme che maggiormente condizionano il metabolismo della pianta. In viticoltura l’utilizzo di dati medi può essere fuorviante quanto l'assenza stessa di dati. Oggi, con LoraWine, tutto questo è uscito dal mondo teorico della ricerca ed è entrato nella quotidianità operativa.

Quello che abbiamo trovato con oltre mezzo milione di dati

In due anni di sperimentazione con il Politecnico di Torino e il DISAFA, abbiamo distribuito una rete di sensori IoT su circa 50 ettari in Langhe, Monferrato e sulle colline torinesi — in collaborazione con aziende pilota di alto livello come Cantine e Poderi Oddero, Ettore Germano, Luciano Sandrone e Cantina La Maranzana.

Maranzana · Monferrato

±30%

Scostamento di temperatura tra due punti a soli 20 m di dislivello, nei mesi più caldi

Baudana · Langhe

±30%

Differenza di temperatura della chioma tra cinque sensori nello stesso vigneto, in estate

Cannubi · Langhe

±50%

Umidità fogliare nella zona bassa dell'appezzamento rispetto agli altri tre sensori nello stesso vigneto

La conclusione trasversale: ogni vigneto presenta almeno una zona con comportamento anomalo strutturale, persistente e stagionalmente prevedibile. Non un'eccezione — una regola. L'importante è conoscerla.

I risultati completi sono stati presentati all'evento di presentazione di LoraWine, tenutosi a marzo presso la sede dell'Università di Torino ad Alba. Il resoconto integrale è disponibile qui: leggi l'articolo


Il vero ostacolo: non "se" distribuire i sensori, ma "come"

Sapere che una rete di sensori diffusi cattura molte più informazioni utili rispetto ad una singola stazione meteo era, ovviamente, la parte facile. La vera sfida è stata trovare una metodologia efficace per distribuire i sensori in un intero territorio viticolo, con costi contenuti.

  • Connettività in zone a orografia complessa — Versanti collinari, fondo valle, appezzamenti su esposizioni opposte: il segnale in questi contesti è imprevedibile. Le condizioni micro-climatiche più critiche si trovano sovente in luoghi in cui le classiche soluzioni tecnologiche falliscono, ma al tempo stesso sono le posizioni più importanti da monitorare.
  • Densità ottimale: né troppi né troppo pochi — Non esiste una regola universale applicabile a qualsiasi vigneto. La densità ottimale dipende dall'estensione, dalla morfologia del terreno, dal suolo, dagli elementi naturali e dagli obiettivi di monitoraggio specifici. Troppo pochi sensori e si ricade nel “problema della media”. Troppi e il costo supera il valore aggiunto generato.
  • Dati che non si parlano — Sensori di produttori diversi, protocolli diversi, piattaforme diverse. Il risultato tipico è una frammentazione informativa che rende impossibile avere una visione integrata del vigneto. Ogni dispositivo diventa un'isola e la correlazione tra i dati di zone diverse rimane impossibile senza un livello di integrazione che quasi nessuna soluzione commerciale oggi garantisce nativamente.

LoraWine non è un adattamento di soluzioni generiche al contesto agricolo. È un servizio progettato specificatamente per il settore vitivinicolo e le sue particolari esigenze. La sperimentazione biennale oltre alla valutazione tecnico-scientifica delle nostre metodologie con il Politecnico di Torino e il DISAFA, ci ha permesso soprattutto di lavorare a stretto contatto con alcune delle realtà più influenti del settore. Questo ci ha permesso di comprendere e approfondire il contesto in cui i viticoltori operano e di definire assieme migliori modi di procedere.

  • Connettività reale, non teorica — La rete è costantemente validata sul territorio e copre ogni zona necessaria in vigneto e in cantina, non dove è più semplice installarla.
  • Densità calibrata sull'appezzamento — La configurazione della rete non è standardizzata ma dimensionata sulle caratteristiche specifiche del vigneto: morfologia, variabilità del suolo, obiettivi di monitoraggio. Il risultato della ricerca ci han permesso di costruire uno strumento per definirlo con esattezza.
  • Piattaforma integrata — I dati provenienti da sensori diversi, posizionati in punti diversi del vigneto, confluiscono in un sistema unico che rende confrontabili informazioni altrimenti frammentate. La panoramica completa di ogni appezzamento — stato di copertura dei trattamenti, finestre ottimali di intervento, escursioni termiche notturne nelle fasi critiche. Tutto accessibile in un unico posto.

Hai dei vigneti in ambienti diversi tra loro? Oppure un appezzamento a corpo unico con diverse altezze ed esposizioni? Scopri quanti sensori ti servono e dove posizionarli — sui parametri misurati in due anni di sperimentazione su terreni reali.

Simula la tua rete di sensori

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#Vino#IoT#Sensori#Viticoltura#Rete